Premio Ostana 27-29 giugno 2025
Marzo 6, 2025Premio Ostana – scritture in lingua madre
27-28-29 giugno 2025, XVII Edizione
Sensa raïtz pas de flors: versi del medioevo occitano, laico e civile. Di trobadors e trobairitz, poeti e poetesse di un tempo (certo, lontano) non più ottenebrato dall’attesa della fine del mondo e dalla tristezza del peccato portato in dote fin dalla nascita. Uomini e donne per cui le uniche tenzoni erano quelle d’amore e la grandezza stava nelle virtù. Provate a dirlo, sensa raïtz pas de flors: suona carezzevole, dolce, poetico. L’ispirazione, la metafora, se preferite, viene dal Creato: senza radici, e senza la terra che dal profondo le nutre, non ci sarebbero alberi, né pianticelle. Né i fiori potrebbero distendere i petali a primavera. Il Mondo sarebbe meno colorato, senz’altro più triste e più buio. I poeti sono poeti perché i loro versi ci invitano a esplorare il senso vero della vita: quello inespresso, profondo, immaginifico, capace di svelare a noi stessi ciò che siamo o che potremmo essere, più consapevoli e forse più felici. Quindi, per estensione, senza memoria, senza radici, non c’è vita che valga la pena vivere. Senza conoscenza del nostro passato non c’è futuro. Parafrasando un proverbio africano, senza la memoria si rimane per sempre bambini. Ecco il senso del motto scelto per l’edizione di quest’anno del “Premio Ostana – scritture in lingua madre”. Da quei versi dei poeti occitani, trae ispirazione la grande festa delle lingue del Mondo al cospetto del Monviso.

Non si tratta di un parallelo botanico, o non solo. Per ogni popolo le lingue sono l’espressione concreta (e più intima) di una visione del Mondo. Lingue che, nel tempo lungo dei secoli, hanno accompagnato l’evoluzione delle società: il loro crescere, i nuovi modelli di vita, attraverso parole nuove e contaminazioni (l’incontro) con altre genti, in identità che per loro natura non sono immobili ma mutevoli, costantemente in cammino. Identità che sono l’arcobaleno del Mondo. E qui torniamo ai versi trobadorici e con l’animo dei nostri poeti, trobadors e trobairitz, immaginiamo lo straordinario bouquet di fiori che sono le lingue. Mani sapienti hanno saputo comporlo mescolando forme e colori, e ora il bouquet fa bella mostra di sé. Ci rallegra. Suggerisce bellezza e armonia. Tocca però a noi, giardinieri consapevoli, fare crescere i fiori, accudirli, con amore. Fiori, che se trovano nutrimento alle loro radici, crescono ovunque, in giardino, nei prati, in quelli aspri di montagna, lungo le rogge, persino ai margini delle strade e nei deserti, in mille forme, colori, varietà e grandezza si affannano a vivere. A noi dunque trovare per ognuno il terreno adatto, seguirne la crescita: stelo, foglie, bocciolo, fino ai petali che si distendono e si nutrono dei raggi del sole. In altre parole, della nostra storia e delle nostre lingue coltivare la memoria, comprenderne l’evoluzione, far sì che il fiore non secchi privo di nutrimento e di amore, e che finisca, simulacro di ciò che è stato, tra le pagine di un libro o negli scaffali di un archivio. L’incontro annuale di Ostana, questo vuole essere: incontro tra fiori, fra giardinieri delle lingue, per comporre insieme quel bouquet che attenua tristezze, che ci induce a pensare che il nostro Mondo, nelle sue lingue, nelle sue varietà, nei suoi fiori, sia un luogo in cui vale la pena vivere.